Translate

mercoledì 27 giugno 2012

The Blue Lagoon

Ma non pensate al film! Quello che durante la nostra adolescenza ci pareva così erotico e sexy... No, no, no! Qui siamo in Islanda e stiamo parlando di meravigliose terme a Grindavik, paradiso incontaminato a soli 40 km da Reykjavik: acque di un colore lattiginoso dovuto alla cyanobacteria (alga dalle eccellenti proprietà cosmetiche e curative), di una temperatura compresa fra i 30 e i 40 gradi e circondate da rocce laviche scure e sabbie nere. Insomma, alla Blue Lagoon l'ambientazione è davvero suggestiva e se tenete conto che si può entrare anche quando fuori è buio, beh... direi che al film possiamo quasi tornare (con la fantasia!). 


Oggi vi lascio così, con questa pillolina che credo valga la pena mettere tra le cose da vedere prima o poi. Metto ancora qualche foto, in modo che possiate davvero assaporare la magia di questi luoghi da favola, talmente belli da sembrare finti. 







lunedì 4 giugno 2012

Vacanze disconnesse

Elle viaggi ha colpito nel segno! Con una selezione veramente cool di mete "fuori campo" per trascorrere una notte, un week end o addirittura un'intera vacanza lontani da smartphone, tweet, facebook e quant'altro possa interferire con il vero relax. A mia volta ho scelto le mete che più hanno attratto la mia attenzione, soprattutto
 per l'originalità della sistemazione. Parto quindi con la campagna laziale dove, all'agriturismo La Piantata (a una trenitina di km da Viterbo), si può trascorrere una notte sospesi tra cielo e terra. Letteralmente. Si alloggia in una suite placidamente adagiata tra le fronde di una quercia secolare, a 8 metri d'altezza. E sotto un mare viola di profumatissima lavanda. Il tempo si ferma e ci rigenera, ancora di più con un massaggio direttamente in camera  un aperitivo 'in quota'. 

Per gli amanti del freddo, ma il freddo vero, la proposta arriva invece da un hotel della Lapponia finlandese, sull'isola di Levia Petaja: il Kakslauttanen Hotel. Il luogo è sacro per la popolazione Sami e immerso nella natura selvaggia, ideale per la pesca o per andare in canoa. Si può vivere un'esperienza davvero preistorica con il corso di sopravvivenza di poche ore, ma anche di più giorni, per ritrovare abilità antiche come accendere un fuoco con la legna bagnata, procacciarsi cibo e acqua allestire un riparo. Un'esperienza che rinfranca l'anima!

Ad Allauch invece, piccola cittadini nei pressi di Marsiglia, ci si può isolare in una camera a bolla ai piedi di una foresta di querce per dimenticare il tran-tran quotidiano e ascoltare la natura in totale relax. La sensazione è quella di ricongiungersi con la Madre Terra, più vicini alle stelle. Anche con l'aiuto di un telescopio per ammirare la via lattea. E per disconnettersi sul serio non resta che fare un rilassante bagno caldo, in notturna, in una grande jacuzzi all'aperto! Per info www.attrap-reves.com.

















L'ultima meta a tutto relax è in Sardegna, a Chia, nell'estremo sud. Ci si può rifugiare all'interno del Faro di Capo Spartivento (cercatelo nella foto!!), che si erge su una scogliera a strapiombo sul mare e si raggiunge solo attraverso una strada sterrata. Qui ci si estranea davvero dalla realtà e si gode solo dell'energia del paesaggio. Imperdibile la salita notturna alla terrazza dove una vetrata in cristallo sul tetto consente di ammirare la volta celeste con un numero infinito di stelle che brilla con un'intensità senza pari. 




martedì 22 maggio 2012

René Redzepi, la storia

Questo di Luca Bergamin è davvero un bell'articolo, di quelli che si fanno leggere tutto d'un fiato. Racconta la storia di René Redzepi, eletto dalla San Pellegrino World's 50 Best Restaurants il migliore chef al mondo per due anni di seguito, fondatore del famosissimo Noma di Copenhagen (di cui peraltro ho già ampiamente parlato). Ma non è questo il punto. Il punto è che ogni mattina, all'alba, René e collaboratori partono in bicicletta dal molo di Strandgade, sull'isola di Christianshavn, quartiere di design della città, per raggiungere il parco Dyrehaven dove si arrampicano sui tronchi per raccogliere i funghi pleorotus; poi si sparpagliano tra le tombe del cimitero Assistens Kirkegard dove pare cresca un aglio selvatico buonissimo; infine saltano su una barca alla ricerca di rose costiere e bacche di sambuco acerbe. Tutti questi ingredienti diventeranno presto, tra le mani dell'abile chef e collaboratori, "pellicola di latte con erba, fiori e aromi", "brodo ristretto di legno di betulla al vapore, finferli e nocciole fresche", "aragosta con foglie di lattuga, vino di ribes e rose", "sedano rapa e muschio islandese" e via così, per soddisfare il palato degli 80 buongustai che ogni giorni si siedono ai tavoli del suo ristorante. La cena diventa una sorta di viaggio tra i sapori genuini del Nord. Redzepi serve personalmente ai tavoli e nelle settimane libere vola in Giappone spacciandosi per un aiutante chef al solo scopo di imparare l'arte della cucina orientale perché secondo lui per far amare una cucina radicale come quella nordica l'unico modo è essere genuini, come gli orientali appunto. Vuole far gustare le stagioni e il loro scorrere lento in Scandinavia, più semplice in estate quando i gamberetti dei fiordi nuotano a migliaia e gli agnelli delle fattorie hanno carni e latte dal sapore di campo, decisamente ostico in inverno, quando tutto gela ed è quasi impossibile trovare radici, germogli, alghe. Tutto questo affonda le sue radici nell'infanzia e adolescenza di Renè, figlio di immigrati macedoni che distribuiva latte e giornali per aiutare i genitori e che in estate veniva mandato con il fratello gemello dai parenti in ex-jugoslavia. 
Qui battevano in lungo e in largo le montagne cercando more e castagne, tiravano il collo ai polli e mungevano le mucche. Ma l'episodio clou risale alla giovinezza quando, già cuoco, durante una crociera in Groenlandia a bordo di un peschereccio, rimase intrappolato per giorni in una fattoria, sorpreso da una tempesta di neve. E' qui che, senza contatti con l'esterno e senza la compagnia della tecnologia, nasce l'idea di una cucina basata solo su prodotti del Nord, che esaltasse i suoi elementi naturali. Ed è qui che parte il viaggio che tuttora lo porta tutte le mattine sul molo di Strandgade.